Avremmo potuto azzannarvi il cervello con interessanti disquisizioni sui tempi che corrono, dimostrando così di essere gayz colti ed intelligenti. Invece, fedeli al nostro inutile destino, siamo caduti dentro il Festival di Sanremo. Troppo facile far finta che non esista, cari i nostri piccoli amici snob del cazzo.
Ci piacerebbe trattare della musica che dicono ci sia al festival, ma di musica manco l'ombra. Di musica ombrata parleremo prossimamente; abbiamo delle sorprese in serbo (ma anche in croato.)
Abbiamo dunque visto questo signore anziano e perticone, più un paio di belle fighe acchittate da gnocche da sera.
Di punto in bianco le fighe cantano (ma cosa cantano? e perché?), poi parlano (ma quanto parlano? e perché?), quindi urlano e si apre una botola da dove spuntano dei personaggi che sembrano usciti da una botola. Stanno tutti male, hanno evidenti problemi gastrici, tant'è che molti urlano nel microfono per sfogare il loro dolore.
Il pubblico tra una pennica e l'altra si chiede: ma come? Anche quest'anno niente canzoni? E si sparge la voce che sia una gara di decibel.
Sarà così che vincerà chi grida più forte.
E a noi italiani ci convincono sempre quelli che gridano più forte.